Spesso nella mia vita mi sono trovato a dover scegliere.
Una delle scelte più importanti che ho fatto è stata quella di fare della “collaborazione” il mio lavoro. E cioè di diventare un’istruttore, un docente. Come vi ho già raccontato nella pagina “chi sono”, all’inizio della mia collaborazione giocavo a calcio e mi era stata offerta la possibilità di diventare un professionista.
Ma non era facile.
Da una parte avevo un pò di certezze. Sapevo di essere bravo, di avere delle possibilità di “carriera”, magari di andare a giocare in una squadra ancora più forte, e di uno stipendio che non era certo da capogiro ma che mi permetteva di togliermi tutti gli sfizi che desideravo.
Dall’altra invece non sapevo bene cosa avrei trovato. Sarei stato all’altezza? Sarei riuscito a emergere tra tanti altri? Avrei potuto mantenere una famiglia? Se si, quando? Poche certezze ma tanta voglia di provarci.
E sono certo che almeno una volta nella vita sarà capitato anche a te.
Magari in altre situazioni, in altri contesti.Ma sicuramente anche tu hai vissuto quel momento in cui ti senti tra due fuochi… tra due strade, e ognuna delle due fa battere il tuo cuore, in maniera diversa, e se ci pensi senti quel “guizzo” nello stomaco.Una sorta di paura che non è paura… il mio amico e istruttore Francesco Conti la chiama “Eccitazione”. La stessa che senti prima di fare una gara importante, prima di fare un’esame, la stessa che sentivo mentre aspettavo mia moglie sull’altare…
E’ come se il tuo corpo ti stesse dicendo: ” Hey… guarda che ci siamo.. è il tuo momento… adesso è ora di fare un passo e non voltarti indietro..”
E a quel punto mille domande ti frullano in testa:
” Come faccio?Cosa faccio? E se non andrà bene? Con che faccia tornerò sui miei passi? Mi daranno ancora una possibilità?”
La cosìddetta “falegnameria mentale”…
Io sono riuscito a scegliere fino in fondo grazie a tutto quello che avevo imparato in collaborazione.
Sono riuscito a creare una strada. E l’ho fatto a modo mio.
E ogni volta che entro nella sala per fare il Change immagino che ci sia qualcuno seduto su una di quelle sedie che in quel momento prova le stesse sensazioni che provavo io allora… qualcuno che sente di aver bisogno di uno strumento che gli permetta di cambiare pagina, di tirare fuori il coraggio necessario per fare il primo passo.
E allora mi carico. E se solo per quella singola persona avrò fatto la differenza allora ne sarà valsa la pena.
Sapete, non si tratta di magia e nemmeno di miracoli.
Quello che faccio non altro che cercare di trasmettere alle persone un modo di pensare, di agire e di essere che ha fatto la differenza nella mia vita.
E se parlo di qualcosa è perchè io per primo l’ho vissuta e ho provato su di me cosa significhi.
Cerco di dare alle persone delle chiavi. Che gli permettano, se lo vogliono, di avere accesso alle risorse che hanno dentro e che non sempre riescono a tirare fuori.
Questo è il Change. Un’occasione.
Io l’ho colta tanti anni fa. E ce l’ho fatta!
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